
Come evitare che un bambino si comporti in modo “tirannico”?
Daniele NOVARA, pedagogista, counselor e formatore, nel libro “Urlare non serve a nulla”, ha sostenuto che:
“Il bambino tirannico non vuole essere un bambino tirannico”.
Come riconoscere se un bambino si sta comportando in modo “tirannico”?
Vi sarà senz’altro capitato, per esperienza diretta o per il tramite di amici o conoscenti, di assistere a scene del tipo:
- il papà o la mamma che dicono al bambino “Andiamo a dormire” e lui risponde “Non mi va, non ho voglia di dormire. Va tu”;
- il papà o la mamma (o la tata o il parente di turno) che vanno a prendere il bambino a scuola e lui, non solo li saluta a malapena, ma continua a giocare con gli altri bambini quasi ignorandoli e quando loro gli dicono “Dai è ora di andare a casa” lui risponde “No, ora devo giocare un altro po’ con i miei amici”;
- il papà o la mamma che dicono al bambino “Smetti di vedere la tv e vieni a cena” e lui risponde “Non mi va, devo finire di vedere la tv” e se poi incalzano dicendo “Ma é ora di mangiare” lui risponde “Allora portamelo qui se vuoi che mangi”;
- il papà o la mamma al supermercato che dicono al bambino “Non possiamo prendere tutte queste cose che vuoi. Scegline una” e lui prima risponde “No, le voglio tutte. Mi servono” e poi comincia a dare calci al carrello e al mal capitato di turno, minacciando di mettersi ad urlare;
- il bambino che nel rapportarsi con i suoi coetanei assume un contegno “adulto” e, il più delle volte, impartisce ordini agli altri bambini, finendo così per ritrovarsi da solo (in lacrime) e arrabbiato con il genitore/la tata/o con il parente di turno.
Questi sono solo alcuni degli esempi, tratti dalla vita quotidiana, a cui purtroppo si é soliti assistere.
Una volta riconosciuto (facilmente) il bambino con atteggiamento “tirannico” (sin dalla prima infanzia) occorre interrogarsi su quale possa essere la causa di un simile comportamento.
Cosa ha ingenerato il comportamento “tirannico” nei bambini di oggi?
Buona parte degli psicologi e dei pedagostici individuano la causa in un mutamento epocale della società.
Infatti, da una società improntata sul “o con le buone o con le cattive” si é passati ad una configurazione nuova della relazione genitore-figlio.
Sempre, secondo Daniele NOVARA,
“questa nuova generazione di genitori fa parte di un grande e fondamentale esperimento storico, rappresenta il tentativo di liberare l’infanzia da una certa tirannica brutalità e i genitori stessi da un ruolo votato alla vessazione…nel tentativo di dare ai bambini ciò che non si era ricevuto dai propri genitori”.
Il rischio, soprattutto, nelle prime fasi di cambiamento é che si tenda all’esatto opposto.
Oggi, infatti, si assiste ad un bambino che da “tiranneggiato” assume le vesti del “tiranno“.
Da tenere sempre a mente per evitare l’insorgere di comportamenti “tirannici” nel bambino.
Innanzitutto, ricordate che il bambino, soprattutto nell’infanzia (fino a nove anni), cerca di modellarsi in base ai modelli genitoriali proposti e di adeguarsi alle richieste “chiare” dei propri genitori.
Molto spesso il bambino “tirannico” assume quel contegno proprio perché, davanti a messaggi confusi, istintivi o poco chiari dei genitori si trova a dover affrontare o a gestire da solo pulsioni o desideri che, proprio per la sua età, non é in grado di affrontare e ciò gli genera tensione.
Il bambino ha bisogno di regole chiare e di riferimenti fondamentali.
Ad ogni età il bambino ha comunque bisogno della sua “autonomia” (soprattutto a livello pratico), fondamentale per imparare a conoscere i propri limiti, le proprie competenze e i propri bisogni.
Per cui, l’autonomia del bambino, intesa come libertà e scoperta di sé, non é assolutamente in contrasto con le regole da Voi fissate, per la sua tutela e per quella di tutta la famiglia.
Voi sarete comunque lì a guidarlo e a supportarlo, ma una volte impartite le vostre regole ( non comandi) in modo chiaro, preciso, univoco e ripetitivo vedrete che il bambino imparerà a farle proprie e rispetterà il vostro ruolo.
Ricordatevi, che anche se i vostri bambini vi sembrino “più svegli” degli altri sono pur sempre dei bambini che hanno bisogno di fare i bambini e basta, vivendo la socialità con i coetanei in maniera paritaria.
Consigli pratici
- Non delegate mai il potere decisionale ad un bambino, ricordate che Voi siete la sua guida, quindi siete Voi a dover prendere le decisioni nel rispetto delle sue inclinazioni.
- Evitate la cd “servizievolezza” o l’eccessiva assistenza, renderà il bambino solo più dipendente da Voi, meno conscio delle sue capacità e, molto probabilmente, un adulto poco autonomo.
- Non anticipate i bisogni del bambino, altrimenti rischiate di impedirgli di vivere i propri desideri, di bloccare la sua voglia di sperimentare, finendo così per limitare la conoscenza di sé e la sua autonomia.
- Evitate di parlare invece di educare, il troppo dialogare, soprattutto con bambini ancora non in grado di avere un sensato grado di ragionamento, sfocia anche qui in una delega decisionale e in un paradosso.
Mi piace concludere con una frase di Asha PHILLIPS, tratta dal libro “Il linguaggio segreto dei neonati”:
“Tutti i consigli di questo mondo sono inutili se non provate piacere nell’essere genitori“.

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